A Way In; A Way Out

A Way In; A Way Out

Enrica Casu (she/her)

The blank word document seems to stare at me, judgingly, as it has for the past two hours. If there was a word written on it, it would be ‘guilty’. I can imagine the page drawing out an accusatory sheet white finger, pointing at me. 

The screen is too bright, it blinds my eyes. The silence is deafening. I feel as claustrophobic as I would be in the middle of a large crowd. Tears are prickling my eyes. 

I get up from my desk and go to lie on my bed. 

I put my earphones in. 

Ten deep breaths. 

I close my eyes. 

I let the music take the lead, while my mind floats between hidden desires, far away memories and dreams of a life that finally suits me.

Applausi scroscianti. Li puoi sentire dal backstage, un assaggio di quello che ti aspetta. Hai bisogno di chiudere gli occhi per realizzare tutto quello che sta succedendo. Dieci respiri profondi. Le tue labbra si distendono in un sorriso, uno vero, uno di quelli che si formano quando le parole non sono abbastanza per descrivere ciò che stai provando. L’adrenalina sale, una marea, un terremoto, un fulmine, il tuffo da uno scoglio troppo alto, il calore del sole estivo. E tu la accogli, lasci che ti pervada, che ti renda attenta e avventata al tempo stesso. Una mano si chiude sulla tua spalla, ferma ma confortante. ‘È ora,’ una voce calda ti avverte. Gli applausi si fanno più rumorosi. Apri gli occhi. 

The phone buzzes in the middle of the final chorus. I open my eyes and cast a distracted glance at it. I silence the phone. Another song starts. 

La osservi mentre si rialza, senza fretta, stiracchiando le braccia verso l’alto. Non puoi fare altro che ammirare la sinuosa linea della sua schiena, la sua base, le cosce. Lascia il letto definitivamente, e inizia a cercare i vestiti sparsi per la camera. Lanci uno sguardo alla sua figura, distogliendolo immediatamente. D’altronde, non vuoi risultare invadente. Ironico, no? Ma lei ti ha già notato, e alza un sopracciglio, l’incipit di un sorriso sul volto. Sai che stai arrossendo, ma non te ne importa. Una serenità immensa ti avvolge. Ricambi il sorriso. Ti lasci ricadere sul letto, il suo profumo ancora impresso sul cuscino. 

The bed sheets are itchy. I feel them rubbing against the bare skin of my arms. I wonder when the last time I washed them was. When was the last time I did the washing in general? Please, shut up. 

Cadi a terra. Un dolore lancinante ti perfora il fianco. La terra è bagnata sotto di te, ti sporca i vestiti e ti finisce sul viso; si mischia al sangue fresco che ti esce dalla ferita. Il freddo del piatto di una spada ti risveglia dal torpore. Alzi lo sguardo e il tuo spazio visivo è occupato dalla sua figura che si staglia contro i colori sanguigni del tramonto. I suoi lineamenti sono confusi, ma i suoi occhi di un azzurro freddo e lacerante risplendono chiaramente. 

Oh, wait! Shit, why did I skip to that? I restart the song, trying to rewind the now well constructed fantasy. Key word: trying. A series of images overlap without a real order, just feelings, colours, glimpses. Amid the confusion, I can still feel the light coming from my open laptop through my closed eyelids. I groan. I change the song. I shut my eyes even tighter. 

Cammini lungo uno stretto sentiero racchiuso su entrambi i lati da una fitta schiera di alberi. Le loro chiome sono di un verde vivido, vivo, e talmente folte che i raggi del sole faticano a passare attraverso. Nonostante ciò, non provi paura, non ti senti intrappolata, almeno non come lo eri nella tua camera. Continui il tuo percorso. Le fronde iniziano a diramarsi, e il percorso si fa sempre più illuminato. Improvvisamente, una luce accecante ti colpisce gli occhi, costringendoti a ripararli con una mano. Quando la abbassi, non riesci a contenere il sorriso che ti riempie il volto. Davanti a te si staglia un mare così azzurro, così limpido; si perde nell’orizzonte. E tu non puoi fare altro che correre verso quell’orizzonte e immergerti in quel mare fino a dimenticare. 

The song ends. It is the last one on my playlist. I open my eyes again. I feel a sense of nostalgia wash over me as I’m tempted to restart the song. I take my phone and look for notifications: three missed calls and I don’t even know how many texts. I look over at my laptop. The page is still blank. 

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